17 Apr Luca si racconta
Posted at 09:03h
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Quando mi è stato chiesto di raccontare qualcosa del mio percorso, la prima cosa che ho pensato è che non è stato sempre semplice.
La sindrome di Prader-Willi è una presenza costante. Non è solo una questione fisica, ma anche mentale: ci sono giorni in cui devi trovare dentro di te una forza che nemmeno sapevi di avere, e altri in cui quella forza sembra non bastare.
Il mio percorso verso la laurea è stato fatto di impegno, di ostacoli, di momenti in cui tutto sembrava più difficile del previsto, ma anche di piccoli passi avanti che, messi insieme, hanno fatto la differenza.
Non è stata solo una conquista nello studio, ma una conquista personale.
Un modo per dimostrare, prima di tutto a me stesso, che andare avanti, anche piano, è già un grande traguardo.
In questo percorso non sono stato da solo.
Ho avuto accanto persone che non hanno mai smesso di credere in me: la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto e spinto a dare il massimo, e mio fratello, che è stato una presenza fondamentale, soprattutto nei momenti più difficili, senza farmi mai mollare.
Anche la tesi non è stata semplice: pensavo di farcela da solo, ma ho dovuto accettare che chiedere aiuto non è una debolezza. La prima volta non è andata come speravo, ma ho ripreso in mano tutto e, passo dopo passo, sono arrivato fino in fondo.
Se c’è una cosa che ho imparato è che ognuno ha il proprio percorso, i propri tempi e le proprie difficoltà. Non esiste un modo giusto o sbagliato di arrivare, esiste solo il proprio modo.
Oggi guardo questo traguardo con orgoglio, ma soprattutto con gratitudine.
Perché non è solo un punto di arrivo, ma l’inizio di qualcosa di nuovo.
E se anche una sola persona, leggendo queste parole, si sentirà un po’ meno sola nel suo percorso, allora tutto questo avrà ancora più valore.
Grazie Luca 